5 - Parole Sospese
Fu' strano far l'amore con Chantal quella notte.
Il suo corpo era indubbiamente li' ma non si poteva dir altrettanto della sua mente.
Sembrava che non le importasse granche' se lo stesse facendo con me o con qualcun'altro,l'importante pareva essere che lei ne ricavasse del puro piacere,fine a se' stesso.
La sentivo muovere ritmicamente sinuosa e vorace sotto di me , le sue mani correvano veloci sul mio corpo e mi affondavano le unghie sulle spalle, sentivo la sua schiena inarcarsi e i suoi genorosi seni premermi sul petto ...ma lei era lontana anni luce da quel letto!
Era come se stesse ripetendo meccanicamente alcuni gesti senza porvi particolare attenzione pur compiendo tutto perfettamente come quando ti capita di guidare per kilometri e kilometri senza prestare particolare attenzione alla strada eppur non sbagliando direzione e fermandoti diligentemente ad ogni semaforo.
Era come se stesse recitando una parte in un film.
Solitamente non riusciva a raggiungere l'orgasmo ma metteva sempre molta passione e dolcezza mentre facevamo l'amore,ed era sempre bello lo stesso...
Quella notte non era lei.
Mi lascio' molto stupito anche il fatto che la mattina dopo si preoccupo' di indossare qualcosa per coprirsi prima di uscire dal letto...
Non aveva senso!!!
Non avevamo mai avuto problemi a mostrarci nudi l'un l'altro,anzi eravamo stati moltissimi pomeriggi estivi totalmente nudi a gironzolare per casa mia o nella sua stanza d'albergo e adesso pareva vergognarsi di me.
Qualcosa stava cambiando,qualcosa si stava rompendo.
Tentai di parlarle e di capire ma lei continuava a dirmi che andava tutto bene, che era soltanto stanca e che dovevo essere indulgente e cercare di capirla.
"I miei sentimenti gli conosci"- diceva inclinando la sua testolina mora di lato e tirandosi indietro i lunghi capelli -"Solo cerca di non starmi troppo addosso ti prego. Lo sai no?! Faccio una vita da inferno : Il film, le interviste, le foto, le feste....i soldi non son male ma credimi,non e' facile reggere certi ritmi!"
-Poverina, capisco che devi soffrire molto- avrei voluto dirle-Lo so' che il tuo sogno e' sempre stato un tranquillo posto da operaia in una fabbrica insieme ad altre centomila uguali a te che tutte le mattine timbrano un cartellino ,si spaccano le ossa per otto ore davanti a una macchina o si finiscono gli occhi con un computer e la sera tornano felici e contente a casa a cucinare,lavare e stirare. Angelo mio,lo so' che se potessi, lasceresti tutto e rinunceresti a soldi,giri intorno al mondo e feste in ambienti extralusso. Posso immaginare quanto ti pesino queste orribili cose...- ma poi decisi di non parlare. Non per il momento almeno,le cose stavano prendendo una brutta piega ,egregiamente anche da sole senza bisogno che io gli dessi una mano...
- Sai come son fatta, io...-
- Si ! Esteriormente conosco alla perfezione ogni minima piega del tuo corpo -provai a interromperla -Ma cio' che hai dentro,quello che sta' ben nascosto oltre codesti occhi scuri, mi rendo sempre piu' conto di non conoscerlo affatto. Abbiamo passato intere notti soltanto a parlare,speranze,progetti,sogni, paure... eppure talvolta ho l'impressione di non aver mai sentito la tua voce. Talvolta non credo di saper molto piu' di te' della marca del tuo profumo,di quanto zucchero vuoi nel the' o dei titoli dei tuoi film ! "
Ma Lei rideva e avvicinandomi a se' per baciarmi sul collo credeva di aver aggiustato tutto.
C'erano invece un sacco di cose che giravano da cani ma evidentemente era solo una mia impressione perche' lei si ostinava a ripetere che era solo stanca.
Gli ultimi periodi erano stati duri pure per me, non avevo voglia di affrontare questa situazione di petto adesso, esigendo a tutti i costi spiegazioni e chiarimenti.Decisi di far finta che le sue giustificazioni mi soddisfacessero,per il momento.
E poi quella mattina stessa lei sarebbe ripartita per Parigi.
Erano visite sempre brevissime le sue.
L'accompagnai all'aereoporto e ci salutammo quasi distrattamente.
Non avevo niente di impellente da fare in ufficio,ma anche se era gia' mezzogiorno ,decisi di recarmici ugualmente .
Qualunque cosa pur di non continuare a pensare a lei.
Ero ancora troppo confuso per riuscire a farlo costruttivamente, avevo bisogno di digerire con calma e attenzione questa situazione prima di fare qualunque cosa.
Il nostro non era certamente il piu' romantico degli amori, ma sicuramente era sempre stato uno dei piu' schietti e sinceri.
Dovevo capire cosa stava cambiando e perche'.
...E se per me era un problema o no !
Mentre cercavo un parcheggio per l'auto davanti all'agenzia ,scorsi da lontano l'inconfondibile piccola e formosa sagoma di Jessica che si avvicinava ,con dei sacchetti in mano.
-Buondi'- le dissi appena si fu' avvicinata,accostandomi con la macchina - Cosa hai li' dentro ?
Lei dopo aver fatto un saltello per la sorpresa mi sorrise e aprendone uno mi mostro' il contenuto dei sacchetti,anche se ,adesso che mi era vicina, lo avevo intuito anche dall'odore - Cheeseburgers.
-E' il mio pranzo ! Tu hai gia' mangiato?...ne vuoi un po'?-mi domando' spalancando i suoi occhioni...e ricordandomi che effettivamente non avevo ancora pranzato.
-No grazie.-le risposi-anzi ,perche' non butti via quelle schifezze e non ti fai invitare da me a pranzo in quel ristorantino sul fiume ?Eh...Dai sali!-le aprii lo sportello.
- No ,devo finire di battere alcuni preventivi prima delle 15 -mi rispose gentilmente ma fermamente- se andiamo la',non faccio in tempo a rientrare.Mi spiace ma io sono sempre un' umile segretaria con mille cosette da fare ...non son ancora diventata un "Top Creative" come te che raramente hai orari e impegni da rispettare...Maledetto!- e mi fece una linguaccia.
-Beh,pero' sei molto piu' carina...-le risposi strizzando un occhio.
Un'improvvisa claxonata dietro di me mi fece ricordare che non ero a conversare seduto tranquillamente nel mio ufficio ma in mezzo alla strada ad ostacolare il traffico.
-Dai, fai il giro della piazza ,ti aspetto al"Blue Chips", vado a prendere qualcosa da mangiare per te e andiamo al parco...muoviti!...ah arreggimi questi...- Jessica mi mise in macchina i suoi sacchetti ed inizio a correre verso il "Blue Chips", il locale che faceva i panini caldi piu' buoni della citta'.
Arrivati al parco,parcheggiammo facilmente la macchina ed altrettanto facilmente trovammo una panchina vuota ,dove ci sedemmo a mangiare.
-Ah i mitici panini del "Blu'"...erano secoli che non gli mangiavo- dissi affondando soddisfatto tutti e trentadue i denti dentro un caldissimo panino con prosciutto , formaggio fuso e mozzarella.
- Era quello il tuo preferito ,se ricordo bene. "Panino Reale". -domando' Jessica gettando una mollica di pane ad alcuni uccellini che si stavano azzuffando per un pezzetto di prosciutto caduto dal mio panino.
-Esatto! Memoria di ferro.-
-E' una delle doti delle "Semplici segretarie"...
- ...Ma molto carine...-
-Questa l'hai gia detta ,amico.- Disse lei cercando di infilarmi in bocca un pezzo del suo Cheeseburger.
- Lo so',ma e' pura verita'.Sono pronto a ripeterlo ogni volta che ne ho l'occasione,sai?!-Le risposi afferrando il suo pezzo di Cheeseburger ed infilandoglielo in bocca.
-Cosa vuoi ragazzo?-mi chiese ,guardandomi con sospetto
-Io?! Niente perche'?!!
-Dove e' la nostra star ?!
-Partita.
-Di gia'???! Ma se e' arrivata ieril'altro !
-Eh lo so',piccola mia...
-Uao!!!Questo e' amore..- disse Jessica sorridendo
-Non credo proprio ,sai!-risposi, appallottolando la carta del primo panino e centrando il cestino dei rifiuti.
-Ma come?!-domando' Jessica- Questa viene giu' da Parigi (o da dove cavolo era) solo per vederti e passare una notte di fuoco con te e tu dubiti che sia amore??
- Non credo proprio che le cose stiano esattamente cosi'! Non chiedermi perche' o cosa ,ma c'e' qualcosa che non gira piu'come dovrebbe tra noi.
- Oh mi spiace!...mmm ...ti fa' penare la morettina eh!?
- No che dici!?...il fatto e' che..
-Eh vecchio mio ,non tutte son disposte a far condurre il gioco a te ,sai?! Non ce ne son molte di Jessiche Monti in giro .
-Dai Jez...non ricominciamo! Abbiamo gia' stabilito un sacco di volte che mi son comportato da SuperStronzo con te e che tutto cio' che e' successo e' stata solo colpa mia...adesso non...
-Facile dir cosi' eh...- mi interruppe Jessica voltandosi di scatto .
Mi accorsi che i suoi occhi stavano iniziando a bagnarsi.
Avrei voluto prenderla tra le mie braccia,coccolarla e farle dimenticare ogni cosa,ma conoscendola bene sapevo che in momenti come quello sarebbe stata capace di urlare se qualcuno l'avesse solo sfiorata.
Forse lei era stata la ragazza che piu' mi aveva amato e aveva cercato di starmi vicino con tutte le sue forze ed io l'avevo ricambiata sempre trattandola male e facendola soffrire in mille modi.
Il mio sbaglio era stato di non aver capito subito che io per lei provavo solo un grandissimo affetto,mi faceva moltissima tenerezza con quella sua aria da cerbiatta spaurita...ma non ero mai riuscito ad amarla.
-Avevi detto che era tutto passato.Che mi avevi perdonato...-le dissi prendendole una mano e dandoci sopra un piccolo bacetto.
Lei si asciugo' le lacrime e buttando via il Cheeseburger che non aveva ancora terminato si alzo dalla panchina -Scusami- Disse-non so' cosa mi abbia preso! Si e' fatto tardi per me,andiamo!?...Ti spiace finire di mangiare in ufficio?
-Ehm...certo! Andiamo.
Per tutto il viaggio non disse una parola. Ma io mi stavo rendendo invece conto che erano moltissime le cose che avrebbe voluto dirmi ancora.
Avevamo parlato giorni e giorni del nostro rapporto finito ed io credevo specialmente adesso che aveva un nuovo ragazzo,una persona veramente eccezionale,che tutte le tensioni tra noi si fossero annullate e saremmo potuti essere tranquillamente amici.Senza rancore.
Invece stavo scoprendo che era tutt'altro che finito tutto.
Cominciavo a pensare che non fosse stato un caso che quel giorno avesse voluto andare a prendere i panini al "Blu'".
Il "Blue Chips" era dove andavamo sempre a mangiare quando stavamo insieme ...ed era anche il luogo dove facemmo l'amore la prima volta .
...E per Jessica era veramente "La Sua Prima Volta" !
Gia' ,proprio nel bagno del locale ,durante l'inaugurazione.
Stavamo gia' insieme da qualche settimana ma sessualmente parlando la cosa piu' spinta che mi concedeva erano castissimi baci ...lei diceva di non sentirsi ancora pronta a far altro.
Ed io accettavo di buon grado,pregustandomi cosi',piu' a lungo il giorno che sarebbe stata mia.
Fino a quella sera ,quando ,con la scusa di essere entrambi un puo' brilli, avevamo iniziato a stuzzicarci a vicenda.
Via via le carezze si facevan sempre piu' audaci...finche' la mia mano non passo' sotto la sua minigonna e si poso' sulle sue mutandine .Erano fradicie.
Restammo per un attimo a guardarci,poi lentamente sentii le sue dita scendere sui miei jeans verso il mio membro ed iniziare a carezzarlo.
-Andiamo via-mi sussurro' all'orecchio
Io non avevo ancora l'appartamento separato dalla casa dei miei e dormivo ancora in camera con mia sorella.
-Dove andiamo amore ?-le dissi
-Da te!-mi rispose arrossendo
-...Ma non possiamo...c'e mia sorella...-
Scorsi un lampo di frustrazione nei suoi occhi.
-Ok,allora domani vieni da me. I miei non ci sono.-disse rassegnata.
-Va bene...- risposi
-Dai Andiamo con gli altri adesso- disse Jessica,riaggiustandosi la minigonna - Per stasera sara' meglio che non restiamo piu' soli noi due...
Ma i buoni propositi andarono ben presto a farsi friggere.
Non aveva ancora finito di parlare che riniziammo a baciarci .. a toccarci...a spogliarci...non potevamo aspettare..
Senza accorgercene ci ritrovammo mezzi nudi.
Fortunatamente eravamo seduti in un luogo abbastanza isolato dalla festa ed ormai erano tutti un po' ubriachi e non facevano caso a noi.
Andammo in bagno per rivestirci,"Siamo seri! Stasera non possiamo !!!" ci proponemmo un'altra volta...ma al momento di entrare nei gabinetti separati,come due robot che obbediscono ad uno stesso comando , entrammo come un lampo dentro la stessa porta e chiudemmo a chiave.
Lasciai che fosse lei a dare i tempi.
Fu' lei difatti che dopo esserci baciati con passione contro il muro ,fini' di sbottonarmi gli ultimi bottoni rimasti agganciati e mi calo' giu' i jeans.
Me lo prese in mano come un giocattolo nuovo che aveva paura di rompere.
Sentivo la sua mano tremare all'unisono con i suoi profondi respiri
-Non avere paura...-le soffiai quasi in un orecchio e quelle furono le ultime parole che Jessica udi' da ragazza vergine...
A differenza di quanto la scelta del luogo possa far pensare, tutto si svolse nella maniera piu' delicata e dolce possibile.
Lo avrebbe potuto testimoniare la luce di soddisfazione e allegria che avrebbe notato chiunque negli occhi di Jessica,quando ,uscimmo da quel bagno,che aveva offerto generosamente un caldo riparo alla nostra passione per piu' di due ore .
Usciti dal "Blu'" acchiappammo le ultime cibarie e bottiglie rimaste del party e ,dimenticandoci totalmente degli amici con i quali eravamo venuti, prendemmo la mia auto e ce ne andammo in giro per la citta' alla ricerca di un'altro posticino dove star piu' comodi e rincominciare da capo...
Erano passati ormai quasi tre anni da quel giorno,non ci avevo piu' ripensato da un sacco di tempo ,come avevo quasi scordato tutte le altre piccole,innumerevoli avventure passate insieme.
Era una pagina dolce/amara ormai chiusa per me.
Eravamo perfetti amici e colleghi ormai, e dei nostri trascorsi sentimentali non sembrava esserci piu' traccia.
Solo una volta,quasi un anno fa', una sera che ci incontrammo casualmente in treno tornando dalla Mostra di Klee a Verona ,ci successe di finire a letto insieme nel suo appartamento...ma si era trattato piu' che altro di un gioco innocente per finire in bellezza una serata ,di due persone adulte che hanno soltanto voglia di un po' di coccole e di piacere.
A vederla adesso,mentre guardava fuori dal finestrino e si torturava nervosamente con le mani i suoi capelli neri ,sembrava esser tornata la ragazzina insicura di qualche anno fa' , non c'era piu' traccia dell' efficente segretaria d'assalto che ormai ero abituato a conoscere.
Finalmente il traffico di punta si decise a mollare un po' la sua stretta, permettendomi di guidare piu' velocemente verso l'agenzia e metter fine a quell'atmosfera tesa che si era creata.
-O.k grazie.- disse lei scendendo e sforzandosi di esser cortese
-No grazie a te dei panini-le risposi abbozzando un sorriso
-Sali anche tu?!-mi chiese
-ehm..- sapevo che avrebbe preferito non avermi vicino per un po'- No guarda, pensandoci bene non ho proprio niente da fare in ufficio,ormai oggi l'ho preso libero. Adesso vado a casina mia e mi rilasso un po'. Ci vediamo domani ok?!-
-...O.k! Ciao ...e guida piano..ciao,ciao.-
Le porte a fotocellule si aprirono per poi richiudersi subito dopo, inghiottendola e lasciandomi li' con le mie ennesime domande.
Il suo corpo era indubbiamente li' ma non si poteva dir altrettanto della sua mente.
Sembrava che non le importasse granche' se lo stesse facendo con me o con qualcun'altro,l'importante pareva essere che lei ne ricavasse del puro piacere,fine a se' stesso.
La sentivo muovere ritmicamente sinuosa e vorace sotto di me , le sue mani correvano veloci sul mio corpo e mi affondavano le unghie sulle spalle, sentivo la sua schiena inarcarsi e i suoi genorosi seni premermi sul petto ...ma lei era lontana anni luce da quel letto!
Era come se stesse ripetendo meccanicamente alcuni gesti senza porvi particolare attenzione pur compiendo tutto perfettamente come quando ti capita di guidare per kilometri e kilometri senza prestare particolare attenzione alla strada eppur non sbagliando direzione e fermandoti diligentemente ad ogni semaforo.
Era come se stesse recitando una parte in un film.
Solitamente non riusciva a raggiungere l'orgasmo ma metteva sempre molta passione e dolcezza mentre facevamo l'amore,ed era sempre bello lo stesso...
Quella notte non era lei.
Mi lascio' molto stupito anche il fatto che la mattina dopo si preoccupo' di indossare qualcosa per coprirsi prima di uscire dal letto...
Non aveva senso!!!
Non avevamo mai avuto problemi a mostrarci nudi l'un l'altro,anzi eravamo stati moltissimi pomeriggi estivi totalmente nudi a gironzolare per casa mia o nella sua stanza d'albergo e adesso pareva vergognarsi di me.
Qualcosa stava cambiando,qualcosa si stava rompendo.
Tentai di parlarle e di capire ma lei continuava a dirmi che andava tutto bene, che era soltanto stanca e che dovevo essere indulgente e cercare di capirla.
"I miei sentimenti gli conosci"- diceva inclinando la sua testolina mora di lato e tirandosi indietro i lunghi capelli -"Solo cerca di non starmi troppo addosso ti prego. Lo sai no?! Faccio una vita da inferno : Il film, le interviste, le foto, le feste....i soldi non son male ma credimi,non e' facile reggere certi ritmi!"
-Poverina, capisco che devi soffrire molto- avrei voluto dirle-Lo so' che il tuo sogno e' sempre stato un tranquillo posto da operaia in una fabbrica insieme ad altre centomila uguali a te che tutte le mattine timbrano un cartellino ,si spaccano le ossa per otto ore davanti a una macchina o si finiscono gli occhi con un computer e la sera tornano felici e contente a casa a cucinare,lavare e stirare. Angelo mio,lo so' che se potessi, lasceresti tutto e rinunceresti a soldi,giri intorno al mondo e feste in ambienti extralusso. Posso immaginare quanto ti pesino queste orribili cose...- ma poi decisi di non parlare. Non per il momento almeno,le cose stavano prendendo una brutta piega ,egregiamente anche da sole senza bisogno che io gli dessi una mano...
- Sai come son fatta, io...-
- Si ! Esteriormente conosco alla perfezione ogni minima piega del tuo corpo -provai a interromperla -Ma cio' che hai dentro,quello che sta' ben nascosto oltre codesti occhi scuri, mi rendo sempre piu' conto di non conoscerlo affatto. Abbiamo passato intere notti soltanto a parlare,speranze,progetti,sogni, paure... eppure talvolta ho l'impressione di non aver mai sentito la tua voce. Talvolta non credo di saper molto piu' di te' della marca del tuo profumo,di quanto zucchero vuoi nel the' o dei titoli dei tuoi film ! "
Ma Lei rideva e avvicinandomi a se' per baciarmi sul collo credeva di aver aggiustato tutto.
C'erano invece un sacco di cose che giravano da cani ma evidentemente era solo una mia impressione perche' lei si ostinava a ripetere che era solo stanca.
Gli ultimi periodi erano stati duri pure per me, non avevo voglia di affrontare questa situazione di petto adesso, esigendo a tutti i costi spiegazioni e chiarimenti.Decisi di far finta che le sue giustificazioni mi soddisfacessero,per il momento.
E poi quella mattina stessa lei sarebbe ripartita per Parigi.
Erano visite sempre brevissime le sue.
L'accompagnai all'aereoporto e ci salutammo quasi distrattamente.
Non avevo niente di impellente da fare in ufficio,ma anche se era gia' mezzogiorno ,decisi di recarmici ugualmente .
Qualunque cosa pur di non continuare a pensare a lei.
Ero ancora troppo confuso per riuscire a farlo costruttivamente, avevo bisogno di digerire con calma e attenzione questa situazione prima di fare qualunque cosa.
Il nostro non era certamente il piu' romantico degli amori, ma sicuramente era sempre stato uno dei piu' schietti e sinceri.
Dovevo capire cosa stava cambiando e perche'.
...E se per me era un problema o no !
Mentre cercavo un parcheggio per l'auto davanti all'agenzia ,scorsi da lontano l'inconfondibile piccola e formosa sagoma di Jessica che si avvicinava ,con dei sacchetti in mano.
-Buondi'- le dissi appena si fu' avvicinata,accostandomi con la macchina - Cosa hai li' dentro ?
Lei dopo aver fatto un saltello per la sorpresa mi sorrise e aprendone uno mi mostro' il contenuto dei sacchetti,anche se ,adesso che mi era vicina, lo avevo intuito anche dall'odore - Cheeseburgers.
-E' il mio pranzo ! Tu hai gia' mangiato?...ne vuoi un po'?-mi domando' spalancando i suoi occhioni...e ricordandomi che effettivamente non avevo ancora pranzato.
-No grazie.-le risposi-anzi ,perche' non butti via quelle schifezze e non ti fai invitare da me a pranzo in quel ristorantino sul fiume ?Eh...Dai sali!-le aprii lo sportello.
- No ,devo finire di battere alcuni preventivi prima delle 15 -mi rispose gentilmente ma fermamente- se andiamo la',non faccio in tempo a rientrare.Mi spiace ma io sono sempre un' umile segretaria con mille cosette da fare ...non son ancora diventata un "Top Creative" come te che raramente hai orari e impegni da rispettare...Maledetto!- e mi fece una linguaccia.
-Beh,pero' sei molto piu' carina...-le risposi strizzando un occhio.
Un'improvvisa claxonata dietro di me mi fece ricordare che non ero a conversare seduto tranquillamente nel mio ufficio ma in mezzo alla strada ad ostacolare il traffico.
-Dai, fai il giro della piazza ,ti aspetto al"Blue Chips", vado a prendere qualcosa da mangiare per te e andiamo al parco...muoviti!...ah arreggimi questi...- Jessica mi mise in macchina i suoi sacchetti ed inizio a correre verso il "Blue Chips", il locale che faceva i panini caldi piu' buoni della citta'.
Arrivati al parco,parcheggiammo facilmente la macchina ed altrettanto facilmente trovammo una panchina vuota ,dove ci sedemmo a mangiare.
-Ah i mitici panini del "Blu'"...erano secoli che non gli mangiavo- dissi affondando soddisfatto tutti e trentadue i denti dentro un caldissimo panino con prosciutto , formaggio fuso e mozzarella.
- Era quello il tuo preferito ,se ricordo bene. "Panino Reale". -domando' Jessica gettando una mollica di pane ad alcuni uccellini che si stavano azzuffando per un pezzetto di prosciutto caduto dal mio panino.
-Esatto! Memoria di ferro.-
-E' una delle doti delle "Semplici segretarie"...
- ...Ma molto carine...-
-Questa l'hai gia detta ,amico.- Disse lei cercando di infilarmi in bocca un pezzo del suo Cheeseburger.
- Lo so',ma e' pura verita'.Sono pronto a ripeterlo ogni volta che ne ho l'occasione,sai?!-Le risposi afferrando il suo pezzo di Cheeseburger ed infilandoglielo in bocca.
-Cosa vuoi ragazzo?-mi chiese ,guardandomi con sospetto
-Io?! Niente perche'?!!
-Dove e' la nostra star ?!
-Partita.
-Di gia'???! Ma se e' arrivata ieril'altro !
-Eh lo so',piccola mia...
-Uao!!!Questo e' amore..- disse Jessica sorridendo
-Non credo proprio ,sai!-risposi, appallottolando la carta del primo panino e centrando il cestino dei rifiuti.
-Ma come?!-domando' Jessica- Questa viene giu' da Parigi (o da dove cavolo era) solo per vederti e passare una notte di fuoco con te e tu dubiti che sia amore??
- Non credo proprio che le cose stiano esattamente cosi'! Non chiedermi perche' o cosa ,ma c'e' qualcosa che non gira piu'come dovrebbe tra noi.
- Oh mi spiace!...mmm ...ti fa' penare la morettina eh!?
- No che dici!?...il fatto e' che..
-Eh vecchio mio ,non tutte son disposte a far condurre il gioco a te ,sai?! Non ce ne son molte di Jessiche Monti in giro .
-Dai Jez...non ricominciamo! Abbiamo gia' stabilito un sacco di volte che mi son comportato da SuperStronzo con te e che tutto cio' che e' successo e' stata solo colpa mia...adesso non...
-Facile dir cosi' eh...- mi interruppe Jessica voltandosi di scatto .
Mi accorsi che i suoi occhi stavano iniziando a bagnarsi.
Avrei voluto prenderla tra le mie braccia,coccolarla e farle dimenticare ogni cosa,ma conoscendola bene sapevo che in momenti come quello sarebbe stata capace di urlare se qualcuno l'avesse solo sfiorata.
Forse lei era stata la ragazza che piu' mi aveva amato e aveva cercato di starmi vicino con tutte le sue forze ed io l'avevo ricambiata sempre trattandola male e facendola soffrire in mille modi.
Il mio sbaglio era stato di non aver capito subito che io per lei provavo solo un grandissimo affetto,mi faceva moltissima tenerezza con quella sua aria da cerbiatta spaurita...ma non ero mai riuscito ad amarla.
-Avevi detto che era tutto passato.Che mi avevi perdonato...-le dissi prendendole una mano e dandoci sopra un piccolo bacetto.
Lei si asciugo' le lacrime e buttando via il Cheeseburger che non aveva ancora terminato si alzo dalla panchina -Scusami- Disse-non so' cosa mi abbia preso! Si e' fatto tardi per me,andiamo!?...Ti spiace finire di mangiare in ufficio?
-Ehm...certo! Andiamo.
Per tutto il viaggio non disse una parola. Ma io mi stavo rendendo invece conto che erano moltissime le cose che avrebbe voluto dirmi ancora.
Avevamo parlato giorni e giorni del nostro rapporto finito ed io credevo specialmente adesso che aveva un nuovo ragazzo,una persona veramente eccezionale,che tutte le tensioni tra noi si fossero annullate e saremmo potuti essere tranquillamente amici.Senza rancore.
Invece stavo scoprendo che era tutt'altro che finito tutto.
Cominciavo a pensare che non fosse stato un caso che quel giorno avesse voluto andare a prendere i panini al "Blu'".
Il "Blue Chips" era dove andavamo sempre a mangiare quando stavamo insieme ...ed era anche il luogo dove facemmo l'amore la prima volta .
...E per Jessica era veramente "La Sua Prima Volta" !
Gia' ,proprio nel bagno del locale ,durante l'inaugurazione.
Stavamo gia' insieme da qualche settimana ma sessualmente parlando la cosa piu' spinta che mi concedeva erano castissimi baci ...lei diceva di non sentirsi ancora pronta a far altro.
Ed io accettavo di buon grado,pregustandomi cosi',piu' a lungo il giorno che sarebbe stata mia.
Fino a quella sera ,quando ,con la scusa di essere entrambi un puo' brilli, avevamo iniziato a stuzzicarci a vicenda.
Via via le carezze si facevan sempre piu' audaci...finche' la mia mano non passo' sotto la sua minigonna e si poso' sulle sue mutandine .Erano fradicie.
Restammo per un attimo a guardarci,poi lentamente sentii le sue dita scendere sui miei jeans verso il mio membro ed iniziare a carezzarlo.
-Andiamo via-mi sussurro' all'orecchio
Io non avevo ancora l'appartamento separato dalla casa dei miei e dormivo ancora in camera con mia sorella.
-Dove andiamo amore ?-le dissi
-Da te!-mi rispose arrossendo
-...Ma non possiamo...c'e mia sorella...-
Scorsi un lampo di frustrazione nei suoi occhi.
-Ok,allora domani vieni da me. I miei non ci sono.-disse rassegnata.
-Va bene...- risposi
-Dai Andiamo con gli altri adesso- disse Jessica,riaggiustandosi la minigonna - Per stasera sara' meglio che non restiamo piu' soli noi due...
Ma i buoni propositi andarono ben presto a farsi friggere.
Non aveva ancora finito di parlare che riniziammo a baciarci .. a toccarci...a spogliarci...non potevamo aspettare..
Senza accorgercene ci ritrovammo mezzi nudi.
Fortunatamente eravamo seduti in un luogo abbastanza isolato dalla festa ed ormai erano tutti un po' ubriachi e non facevano caso a noi.
Andammo in bagno per rivestirci,"Siamo seri! Stasera non possiamo !!!" ci proponemmo un'altra volta...ma al momento di entrare nei gabinetti separati,come due robot che obbediscono ad uno stesso comando , entrammo come un lampo dentro la stessa porta e chiudemmo a chiave.
Lasciai che fosse lei a dare i tempi.
Fu' lei difatti che dopo esserci baciati con passione contro il muro ,fini' di sbottonarmi gli ultimi bottoni rimasti agganciati e mi calo' giu' i jeans.
Me lo prese in mano come un giocattolo nuovo che aveva paura di rompere.
Sentivo la sua mano tremare all'unisono con i suoi profondi respiri
-Non avere paura...-le soffiai quasi in un orecchio e quelle furono le ultime parole che Jessica udi' da ragazza vergine...
A differenza di quanto la scelta del luogo possa far pensare, tutto si svolse nella maniera piu' delicata e dolce possibile.
Lo avrebbe potuto testimoniare la luce di soddisfazione e allegria che avrebbe notato chiunque negli occhi di Jessica,quando ,uscimmo da quel bagno,che aveva offerto generosamente un caldo riparo alla nostra passione per piu' di due ore .
Usciti dal "Blu'" acchiappammo le ultime cibarie e bottiglie rimaste del party e ,dimenticandoci totalmente degli amici con i quali eravamo venuti, prendemmo la mia auto e ce ne andammo in giro per la citta' alla ricerca di un'altro posticino dove star piu' comodi e rincominciare da capo...
Erano passati ormai quasi tre anni da quel giorno,non ci avevo piu' ripensato da un sacco di tempo ,come avevo quasi scordato tutte le altre piccole,innumerevoli avventure passate insieme.
Era una pagina dolce/amara ormai chiusa per me.
Eravamo perfetti amici e colleghi ormai, e dei nostri trascorsi sentimentali non sembrava esserci piu' traccia.
Solo una volta,quasi un anno fa', una sera che ci incontrammo casualmente in treno tornando dalla Mostra di Klee a Verona ,ci successe di finire a letto insieme nel suo appartamento...ma si era trattato piu' che altro di un gioco innocente per finire in bellezza una serata ,di due persone adulte che hanno soltanto voglia di un po' di coccole e di piacere.
A vederla adesso,mentre guardava fuori dal finestrino e si torturava nervosamente con le mani i suoi capelli neri ,sembrava esser tornata la ragazzina insicura di qualche anno fa' , non c'era piu' traccia dell' efficente segretaria d'assalto che ormai ero abituato a conoscere.
Finalmente il traffico di punta si decise a mollare un po' la sua stretta, permettendomi di guidare piu' velocemente verso l'agenzia e metter fine a quell'atmosfera tesa che si era creata.
-O.k grazie.- disse lei scendendo e sforzandosi di esser cortese
-No grazie a te dei panini-le risposi abbozzando un sorriso
-Sali anche tu?!-mi chiese
-ehm..- sapevo che avrebbe preferito non avermi vicino per un po'- No guarda, pensandoci bene non ho proprio niente da fare in ufficio,ormai oggi l'ho preso libero. Adesso vado a casina mia e mi rilasso un po'. Ci vediamo domani ok?!-
-...O.k! Ciao ...e guida piano..ciao,ciao.-
Le porte a fotocellule si aprirono per poi richiudersi subito dopo, inghiottendola e lasciandomi li' con le mie ennesime domande.

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