3 - Squilli nella notte
Ci sono due costanti fisse nel mio lavoro :
La prima e' che ,sia che abbia tre mesi di tempo per presentare un dato progetto ,sia che abbia solo una settimana ,mi ritrovo sempre a lavorarci febbrilmente fino a notte fonda ,gli ultimissimi giorni disponibili prima della data della consegna.
Durante questi periodi di lavoro intenso sono solito assumere la tipica mesta espressione di chi e' costretto suo malgrado a svolgere un lavoro ingrato di soddisfazioni di ogni genere e mi lamento di continuo con me stesso di quanto lavoro sia costretto a svolgere senza ricavarne poi niente...ma in fondo in fondo questi Tour de Force mi danno un'incredibile carica emotiva ,mi fanno sentire vivo e invincibile e la mitica ultima mattina , quando mi guardo allo specchio e mi vedo con le occhiaie fino ai piedi e la barba lunga e incolta modello Alcatraz ,ma so' che di la',sul tavolo del mio ufficio riposa il mio sudato lavoro di tanti giorni intensi...mi sento l'uomo piu' grande del mondo.
Va' da se' il fatto che un'attimo prima del meeting di presentazione della campagna venga assalito da mille sensi di colpa:"Ma forse potevo far meglio".."Se avessi avuto piu' tempo di rielaborare l'idea sarebbe stato meglio"..etc etc
La seconda costante fissa e' che quando mi decido finalmente a lavorarci succede immancabilmente qualcosa che ,per quanto ce la metta tutta per non esser disturbato da persone o pensieri estranei , mi rende ancora piu' arduo lavorare con velocita' e con tranquillita' d'animo .
Come accadde regolarmente quella sera.
Ero riuscito a lavorare serenamente e con apprezzabili risultati per due giorni e due notti.
Quando ero in agenzia,mi chiudevo in ufficio , mi attrezzavo con panini e lattine di coca, pregavo Elena e Jessica di non passarmi alcuna telefonata e fino alle sette non uscivo fuori .
In treno ,tornando a casa,mi cercavo un posticino tranquillo dove poter continuare a digitare con il mio fido A.R.T ,il mio inseparabile computer da viaggio e proseguivo con mio lavoro.
Una volta arrivato a casa, collegavo A.R.T al monitor ,attaccavo la segreteria telefonica e fino alle cinque di mattina non mi alzavo dalla mia scrivania.
Un veloce sonnellino ristoratore di tre ore e poi di nuovo in ufficio.
Tutto questo lavoro oltre a caricarmi,stavolta mi permetteva anche di non pensare troppo alla strana storia di Monica,della quale non avevo notizie dalla famosa sera .
Ero arrivato cosi' all'ultima notte,tutto faceva sperare che per una volta tanto riuscissi a finire il mio lavoro senza ulteriori intoppi fino in fondo.
Stavo ultimando di definire i parametri della illustrazione tridimensionale che mi sarebbe servita per la presentazione di una nuova marca di blocchi da disegno ecologici,quando nel cuore della notte suona il telefono.
Solitamente non rispondo e lascio funzionare la segreteria ma una telefonata alle quattro e mezzo di notte sinceramente mi metteva un po' di curiosita' addosso.
- "Si ?-Rispondo con un po' di ansia nella voce
Nessuno risponde
-Pronto? Pronto ?-ripeto
Sento riattaccare
-Eccoci all'acqua ! - Mi dico tra me ,mentre mi alzo per prendermi un bicchiere di latte- Me lo sento , adesso qualche idiota stara' tutta la notte a telefonare, rompendomi le palle e io non riusciro' ad andare avanti con questo cavolo di illustrazione. E' la maledizione dell'ultima sera, dovevo aspettarmela ! -
Bevo un sorso di latte e aspetto qualche minuto la telefonata .
Visto che non arriva, mi siedo e riprendo a disegnare sul monitor.
Ma ormai la concentrazione e' rotta, a quell'ora mi basta un niente per svagarmi la testa.
Cerco di concentrarmi,chiudo gli occhi e faccio il vuoto mentale come insegna Augusto,il mio maestro di Aikido....ma e' tutto inutile.
Tutto cio' che ottengo e' di addormentarmi senza arcorgermene sulla scrivania.
Vengo svegliato di soprassalto molto tempo dopo dal telefono che ha ripreso a suonare.
-Chi e' ?.- dico con la bocca ancora impastata, afferrando la cornetta di scatto automaticamente.
Di nuovo sento riappendere.
Non me la prendo piu' di tanto,aver un po' dormito ed esser stato risvegliato cosi' bruscamente mi ha riattivato il cervello.
Guardo l'orologio del computer.
Le 06 e 10 .Ho ancora tre ore. Va beh , ce la faccio benissimo a finire ,penso, se non dormo stanotte non moriro' di certo.
Faro' casomai un pisolino ,oggi pomeriggio in ufficio.
Sento aprire la porta della mia camera, mia madre entra avvolta in una buffissima vestaglia di pezza blu' .
-Si puo' sapere chi e' che telefona a quest'ora ?- mi chiede
-Non lo so' Mamma. Dai vai a letto che ho da fare ,su'- Le dico senza togliere gli occhi dal monitor e continuando ad armeggiare con la tavoletta grafica.
Lei fa' per dir qualcosa poi ci ripensa e se ne va' scuotendo la testa.
Chiudimi la porta -Gli urlo
Di nuovo il telefono.
Mia madre fa' per rientrare ,gli faccio cenno di levarsi di torno ma non mi da' retta ed entra lo stesso -Fammi rispondere a me - dice con una faccia piu' incazzata che preoccupata o altro .
- mamma non rompere - Gli dico e prendo il telefono
-Chi cazzo e' ?- Urlo quasi nella cornetta
Ancora silenzio,ma stavolta mi sembra di sentire anche degli strani respiri
-Dacci un taglio ! Hai veramente rotto ! Se vuoi dir qualcosa dilla , altrimenti non rompere e vai a letto....- Sto' per dire "Monica" ma mi correggo appena in tempo ,se mia madre pensasse che a telefonare tutta la notte e' stata "Quella ragazza che non le e' mai piaciuta" me la menerebbe per il resto della notte ...
sento un rumore che non riesco a decifrare poi la comunicazione cade.
Son incazzato nero.
Son quasi sicuro che sia Monica, a questo punto mi aspetto tutto da lei.
Ho un lavoro urgente da finire e adesso c'e' anche mia madre che sta' stressandomi,e' sicura che sia qualche mio amico scemo che mi fa' degli scerzi scemi e che io sappia chi e' .
Fortunatamente visto che sto' lavorando,non insiste piu' di tanto e dopo una decina di minuti si decide a tornar a letto e a lasciarmi solo.
Non piu' di cinque minuti dopo ,il telefono ricomincia ad emettere il suo irritante suono.
Era ovvio che ritelefonasse. Non bisogna ai dar soddisfazione a questi deficenti , arrabbiandosi come avevo fatto prima.
Ma cosa cavolo puo' esser successo a Monica per esser diventata cosi' cretina e stronza ? mi domando ancora; prima di riprendere la cornetta ed impormi la massima calma.
Ricordo una lezione di Aikido sul controllo delle emozioni attraverso la voce.
- Si ? - Rispondo con la voce piu' calma di cui son capace.
Di nuovo quel rumore...Stavolta lo riconosco: Qualcuno sta' piangendo !
-Hey che ti succede ? Dai calmati che ti ascolto.- Gioco d'astuzia. Non devo farla riappendere se voglio scoprire chi e'. Son quasi certo che sia Monica ma potrebbe anche non esserlo. In ogni caso quello che sto' sentendo e' un vero pianto,non e' uno scherzo.
Forse se lascio capire che so' chi e' e cerco di tranquillizzarla (...O tranquilizzarlo...), chiunque sia il misterioso o la misteriosa telefonatrice della notte si sentira' piu' sicura e si decidera' a parlare.
-Senti se vuoi vengo da te e ne parliamo a quattrocchi- aggiungo
Se mi ha telefonato piangendo ,e' di sicuro qualcuno che mi conosce bene . Regge quindi il bluff che io sappia dove abita. Gli so' tutti gli indirizzi dei miei amici.
Tra i vari singhiozzi ,mi sembra di cogliere alcune frasi sparse :" ...Non ho colpa...in tre .....sangue...urlato...senza voltarmi...anche tu ...da sola..."
Parla troppo piano per riconoscerla (Sono sicuro che e' una Ragazza adesso.) ma gia' il fatto che stia parlando e' un gran passo avanti.
Oh al diavolo ! Mi sembra di essere uno di quei detective dei telefilm che cercano di far parlare per telefono il killer che squarta le coppiette , sperando in un suo errore per incastrarlo.
In un altro momento mi avrebbe anche divertito questa cosa ma adesso non ho nessuna voglia di giocare .
Ma ormai ci sono. Non posso tirarmi indietro adesso.
-Su' calmati. Coraggio,se continui a piangere non capisco niente,scusami.-
Da l'altra parte solo un lungo e disperato pianto.
Poi all'improvviso riattacca di nuovo .
Io non riesco piu' a far niente.
Mille domande e ipotesi piu' o meno assurde si accavallano nella mia testa senza sosta.
Continuo a risentire quel pianto riecheggiarmi negli orecchi.
Ma io devo lavorare cazzo !!!
Concentrati,concentrati,concentrati- Continuo a ripetermi.
Dimentica tutto o almeno immagina di infilare ogni pensiero dentro ad una scatola e chiuderlo dentro fino a domani,quando avrai finito questo dannato progetto.
Poi potrai dedicartici quanto vorrai...o almeno fino al prossimo lavoro importante.
Il telefono di nuovo !
Nooo ! Ancora!
Rispondo disperato- Ti supplico,chiunque tu sia . Ho un lavoro importantissimo da finire assolutamente per domani mattina.Ti prego,ti imploro,lasciamelo finire in pace. Poi faro' il possibile per te con tutte le mie forze ,te lo giuro! Ti saro' accanto qualunque cosa tu abbia bisogno...credimi!
Ma cerca di tener duro per adesso . Concedimi queste ultime ore che rimangono. Io ho promesso di aiutarti'...aiutami tu adesso !-
Sento qualcuno scusarsi ,poi il pianto ricomincia e la comunicazione cade definitivamente per quella lunga notte.
Io con immenso sforzo riuscii a terminare tutte le tavole appena in tempo per prendere l'ultimo treno,senza neppure lavarmi la faccia ne' far colazione.
Arrivato in agenzia,Jessica mi viene incontro visibilmente sollevata-Hey muoviti ! La presentazione e' gia' cominciata,stanno aspettando solo te. Il boss e' nero.Ti abbiamo telefonato a casa ma visto che non rispondevi ha mandato Elena a prenderti in Macchina:Era convinto tu stessi ancora dormendo...come l'altra volta!"
Entro di corsa nella mega sala delle riunioni,scusandomi con tutti per il ritardo ...e per il mio pessimo aspetto.
Fortunatamente quella notte avevo solo dovuto eseguire lavori di routine che non richiedevano altro che impegno manuale .
Il grosso del lavoro era gia' pronto .
La presentazione filo' abbastanza liscia . La campagna venne accettata,seppur con qualche modifica e il boss fu' pienamente soddisfatto del mio lavoro.
Appena il cliente si congedo' ,io poso il dischetto con il file del progetto nel mio ufficio e schiaccio il pulsante dell'interfono.
-Dimmi tutto - Risponde la cordiale voce di Jessica
- Fai finta che io sia ancora impegnatissimo . Niente chiamate . Non ci sono per nessuno. -
-Uhm ok, nessun problema .-
-Grazie -
Abbassai la luce , mi siedo per terra nella posizione seiza ed inizio la respirazione Zazen.
Solitamente con quella pratica riesco a rilassarmi in relativo poco tempo anche dopo periodi di gran lunga piu' duri di quello ma il pensiero della telefonata di quella notte non mi dava pace.
Bussano alla porta.
Cavoli avevo detto che non volevo esser disturbato.
Decido di non rispondere.
Io non sono qua'!
- Sono Jessica .Posso ?- sento dire dall'altra parte
Vado ad aprire. Jessica entra con una tazza di Cioccolato fumante.
-Tieni Samurai.-Dice strizzandomi un'occhio-Questa e' migliore delle tue pratiche orientali per rimettersi da una notte in bianco.
Posa la tazza sulla scrivania e assicuratasi che nessuno la veda mi da' un veloce bacio su una guancia.
- Scusami, adesso non faccio entrare piu' nessuno.Ciao ciao" -dice poi,prima di portare con passo elegante ma deciso,il suo piccolo,formoso corpo fuori dal mio ufficio e richiudere la porta.
Jessica .
Una dolce ragazza.
Son veramente contento sia finita bene tra noi e che lei adesso stia con un bravissimo ragazzo .
Io non ero proprio il tipo adatto a lei.
Ripensando brevemente ai tempi della nostra storia ,sorseggio lentamente la cioccolata calda , poi siedo di nuovo per terra e stavolta riesco ad abbandonarmi ed immergermi quasi completamente alla meditazione per circa un' ora.
Poi faccio alcune telefonate a vari Clienti e fotografi per un servizio da farsi la settimana prossima e finalmente torno a casa.
Tre messaggi sulla segreteria .
Mentre premo il tasto di Play il cuore mi batte fortemente.
Il primo e' di Bernardo ,il mio Migliore Amico : Ciao . Dovrei parlarti ,chiamami appena puoi. -Sembra piuttosto serio.
Ascolto il secondo,una voce familiare e calda,con un marcato accento francese dice : "Hey ciao. Sono Chantal,ricordati di venire a prendermi domani alle 11:20 all'aereoporto.Non scordarti di me...ok?!
Il terzo e' di qualcuno che riattacca senza parlare.
I miei sono a cena fuori stasera.Mangio un po' di pasta da solo, faccio la doccia ...e mi sdraio sul letto leggendo un quotidiano.
O.K misteriosa ragazza .
Se hai bisogno di me io son qua' !
La prima e' che ,sia che abbia tre mesi di tempo per presentare un dato progetto ,sia che abbia solo una settimana ,mi ritrovo sempre a lavorarci febbrilmente fino a notte fonda ,gli ultimissimi giorni disponibili prima della data della consegna.
Durante questi periodi di lavoro intenso sono solito assumere la tipica mesta espressione di chi e' costretto suo malgrado a svolgere un lavoro ingrato di soddisfazioni di ogni genere e mi lamento di continuo con me stesso di quanto lavoro sia costretto a svolgere senza ricavarne poi niente...ma in fondo in fondo questi Tour de Force mi danno un'incredibile carica emotiva ,mi fanno sentire vivo e invincibile e la mitica ultima mattina , quando mi guardo allo specchio e mi vedo con le occhiaie fino ai piedi e la barba lunga e incolta modello Alcatraz ,ma so' che di la',sul tavolo del mio ufficio riposa il mio sudato lavoro di tanti giorni intensi...mi sento l'uomo piu' grande del mondo.
Va' da se' il fatto che un'attimo prima del meeting di presentazione della campagna venga assalito da mille sensi di colpa:"Ma forse potevo far meglio".."Se avessi avuto piu' tempo di rielaborare l'idea sarebbe stato meglio"..etc etc
La seconda costante fissa e' che quando mi decido finalmente a lavorarci succede immancabilmente qualcosa che ,per quanto ce la metta tutta per non esser disturbato da persone o pensieri estranei , mi rende ancora piu' arduo lavorare con velocita' e con tranquillita' d'animo .
Come accadde regolarmente quella sera.
Ero riuscito a lavorare serenamente e con apprezzabili risultati per due giorni e due notti.
Quando ero in agenzia,mi chiudevo in ufficio , mi attrezzavo con panini e lattine di coca, pregavo Elena e Jessica di non passarmi alcuna telefonata e fino alle sette non uscivo fuori .
In treno ,tornando a casa,mi cercavo un posticino tranquillo dove poter continuare a digitare con il mio fido A.R.T ,il mio inseparabile computer da viaggio e proseguivo con mio lavoro.
Una volta arrivato a casa, collegavo A.R.T al monitor ,attaccavo la segreteria telefonica e fino alle cinque di mattina non mi alzavo dalla mia scrivania.
Un veloce sonnellino ristoratore di tre ore e poi di nuovo in ufficio.
Tutto questo lavoro oltre a caricarmi,stavolta mi permetteva anche di non pensare troppo alla strana storia di Monica,della quale non avevo notizie dalla famosa sera .
Ero arrivato cosi' all'ultima notte,tutto faceva sperare che per una volta tanto riuscissi a finire il mio lavoro senza ulteriori intoppi fino in fondo.
Stavo ultimando di definire i parametri della illustrazione tridimensionale che mi sarebbe servita per la presentazione di una nuova marca di blocchi da disegno ecologici,quando nel cuore della notte suona il telefono.
Solitamente non rispondo e lascio funzionare la segreteria ma una telefonata alle quattro e mezzo di notte sinceramente mi metteva un po' di curiosita' addosso.
- "Si ?-Rispondo con un po' di ansia nella voce
Nessuno risponde
-Pronto? Pronto ?-ripeto
Sento riattaccare
-Eccoci all'acqua ! - Mi dico tra me ,mentre mi alzo per prendermi un bicchiere di latte- Me lo sento , adesso qualche idiota stara' tutta la notte a telefonare, rompendomi le palle e io non riusciro' ad andare avanti con questo cavolo di illustrazione. E' la maledizione dell'ultima sera, dovevo aspettarmela ! -
Bevo un sorso di latte e aspetto qualche minuto la telefonata .
Visto che non arriva, mi siedo e riprendo a disegnare sul monitor.
Ma ormai la concentrazione e' rotta, a quell'ora mi basta un niente per svagarmi la testa.
Cerco di concentrarmi,chiudo gli occhi e faccio il vuoto mentale come insegna Augusto,il mio maestro di Aikido....ma e' tutto inutile.
Tutto cio' che ottengo e' di addormentarmi senza arcorgermene sulla scrivania.
Vengo svegliato di soprassalto molto tempo dopo dal telefono che ha ripreso a suonare.
-Chi e' ?.- dico con la bocca ancora impastata, afferrando la cornetta di scatto automaticamente.
Di nuovo sento riappendere.
Non me la prendo piu' di tanto,aver un po' dormito ed esser stato risvegliato cosi' bruscamente mi ha riattivato il cervello.
Guardo l'orologio del computer.
Le 06 e 10 .Ho ancora tre ore. Va beh , ce la faccio benissimo a finire ,penso, se non dormo stanotte non moriro' di certo.
Faro' casomai un pisolino ,oggi pomeriggio in ufficio.
Sento aprire la porta della mia camera, mia madre entra avvolta in una buffissima vestaglia di pezza blu' .
-Si puo' sapere chi e' che telefona a quest'ora ?- mi chiede
-Non lo so' Mamma. Dai vai a letto che ho da fare ,su'- Le dico senza togliere gli occhi dal monitor e continuando ad armeggiare con la tavoletta grafica.
Lei fa' per dir qualcosa poi ci ripensa e se ne va' scuotendo la testa.
Chiudimi la porta -Gli urlo
Di nuovo il telefono.
Mia madre fa' per rientrare ,gli faccio cenno di levarsi di torno ma non mi da' retta ed entra lo stesso -Fammi rispondere a me - dice con una faccia piu' incazzata che preoccupata o altro .
- mamma non rompere - Gli dico e prendo il telefono
-Chi cazzo e' ?- Urlo quasi nella cornetta
Ancora silenzio,ma stavolta mi sembra di sentire anche degli strani respiri
-Dacci un taglio ! Hai veramente rotto ! Se vuoi dir qualcosa dilla , altrimenti non rompere e vai a letto....- Sto' per dire "Monica" ma mi correggo appena in tempo ,se mia madre pensasse che a telefonare tutta la notte e' stata "Quella ragazza che non le e' mai piaciuta" me la menerebbe per il resto della notte ...
sento un rumore che non riesco a decifrare poi la comunicazione cade.
Son incazzato nero.
Son quasi sicuro che sia Monica, a questo punto mi aspetto tutto da lei.
Ho un lavoro urgente da finire e adesso c'e' anche mia madre che sta' stressandomi,e' sicura che sia qualche mio amico scemo che mi fa' degli scerzi scemi e che io sappia chi e' .
Fortunatamente visto che sto' lavorando,non insiste piu' di tanto e dopo una decina di minuti si decide a tornar a letto e a lasciarmi solo.
Non piu' di cinque minuti dopo ,il telefono ricomincia ad emettere il suo irritante suono.
Era ovvio che ritelefonasse. Non bisogna ai dar soddisfazione a questi deficenti , arrabbiandosi come avevo fatto prima.
Ma cosa cavolo puo' esser successo a Monica per esser diventata cosi' cretina e stronza ? mi domando ancora; prima di riprendere la cornetta ed impormi la massima calma.
Ricordo una lezione di Aikido sul controllo delle emozioni attraverso la voce.
- Si ? - Rispondo con la voce piu' calma di cui son capace.
Di nuovo quel rumore...Stavolta lo riconosco: Qualcuno sta' piangendo !
-Hey che ti succede ? Dai calmati che ti ascolto.- Gioco d'astuzia. Non devo farla riappendere se voglio scoprire chi e'. Son quasi certo che sia Monica ma potrebbe anche non esserlo. In ogni caso quello che sto' sentendo e' un vero pianto,non e' uno scherzo.
Forse se lascio capire che so' chi e' e cerco di tranquillizzarla (...O tranquilizzarlo...), chiunque sia il misterioso o la misteriosa telefonatrice della notte si sentira' piu' sicura e si decidera' a parlare.
-Senti se vuoi vengo da te e ne parliamo a quattrocchi- aggiungo
Se mi ha telefonato piangendo ,e' di sicuro qualcuno che mi conosce bene . Regge quindi il bluff che io sappia dove abita. Gli so' tutti gli indirizzi dei miei amici.
Tra i vari singhiozzi ,mi sembra di cogliere alcune frasi sparse :" ...Non ho colpa...in tre .....sangue...urlato...senza voltarmi...anche tu ...da sola..."
Parla troppo piano per riconoscerla (Sono sicuro che e' una Ragazza adesso.) ma gia' il fatto che stia parlando e' un gran passo avanti.
Oh al diavolo ! Mi sembra di essere uno di quei detective dei telefilm che cercano di far parlare per telefono il killer che squarta le coppiette , sperando in un suo errore per incastrarlo.
In un altro momento mi avrebbe anche divertito questa cosa ma adesso non ho nessuna voglia di giocare .
Ma ormai ci sono. Non posso tirarmi indietro adesso.
-Su' calmati. Coraggio,se continui a piangere non capisco niente,scusami.-
Da l'altra parte solo un lungo e disperato pianto.
Poi all'improvviso riattacca di nuovo .
Io non riesco piu' a far niente.
Mille domande e ipotesi piu' o meno assurde si accavallano nella mia testa senza sosta.
Continuo a risentire quel pianto riecheggiarmi negli orecchi.
Ma io devo lavorare cazzo !!!
Concentrati,concentrati,concentrati- Continuo a ripetermi.
Dimentica tutto o almeno immagina di infilare ogni pensiero dentro ad una scatola e chiuderlo dentro fino a domani,quando avrai finito questo dannato progetto.
Poi potrai dedicartici quanto vorrai...o almeno fino al prossimo lavoro importante.
Il telefono di nuovo !
Nooo ! Ancora!
Rispondo disperato- Ti supplico,chiunque tu sia . Ho un lavoro importantissimo da finire assolutamente per domani mattina.Ti prego,ti imploro,lasciamelo finire in pace. Poi faro' il possibile per te con tutte le mie forze ,te lo giuro! Ti saro' accanto qualunque cosa tu abbia bisogno...credimi!
Ma cerca di tener duro per adesso . Concedimi queste ultime ore che rimangono. Io ho promesso di aiutarti'...aiutami tu adesso !-
Sento qualcuno scusarsi ,poi il pianto ricomincia e la comunicazione cade definitivamente per quella lunga notte.
Io con immenso sforzo riuscii a terminare tutte le tavole appena in tempo per prendere l'ultimo treno,senza neppure lavarmi la faccia ne' far colazione.
Arrivato in agenzia,Jessica mi viene incontro visibilmente sollevata-Hey muoviti ! La presentazione e' gia' cominciata,stanno aspettando solo te. Il boss e' nero.Ti abbiamo telefonato a casa ma visto che non rispondevi ha mandato Elena a prenderti in Macchina:Era convinto tu stessi ancora dormendo...come l'altra volta!"
Entro di corsa nella mega sala delle riunioni,scusandomi con tutti per il ritardo ...e per il mio pessimo aspetto.
Fortunatamente quella notte avevo solo dovuto eseguire lavori di routine che non richiedevano altro che impegno manuale .
Il grosso del lavoro era gia' pronto .
La presentazione filo' abbastanza liscia . La campagna venne accettata,seppur con qualche modifica e il boss fu' pienamente soddisfatto del mio lavoro.
Appena il cliente si congedo' ,io poso il dischetto con il file del progetto nel mio ufficio e schiaccio il pulsante dell'interfono.
-Dimmi tutto - Risponde la cordiale voce di Jessica
- Fai finta che io sia ancora impegnatissimo . Niente chiamate . Non ci sono per nessuno. -
-Uhm ok, nessun problema .-
-Grazie -
Abbassai la luce , mi siedo per terra nella posizione seiza ed inizio la respirazione Zazen.
Solitamente con quella pratica riesco a rilassarmi in relativo poco tempo anche dopo periodi di gran lunga piu' duri di quello ma il pensiero della telefonata di quella notte non mi dava pace.
Bussano alla porta.
Cavoli avevo detto che non volevo esser disturbato.
Decido di non rispondere.
Io non sono qua'!
- Sono Jessica .Posso ?- sento dire dall'altra parte
Vado ad aprire. Jessica entra con una tazza di Cioccolato fumante.
-Tieni Samurai.-Dice strizzandomi un'occhio-Questa e' migliore delle tue pratiche orientali per rimettersi da una notte in bianco.
Posa la tazza sulla scrivania e assicuratasi che nessuno la veda mi da' un veloce bacio su una guancia.
- Scusami, adesso non faccio entrare piu' nessuno.Ciao ciao" -dice poi,prima di portare con passo elegante ma deciso,il suo piccolo,formoso corpo fuori dal mio ufficio e richiudere la porta.
Jessica .
Una dolce ragazza.
Son veramente contento sia finita bene tra noi e che lei adesso stia con un bravissimo ragazzo .
Io non ero proprio il tipo adatto a lei.
Ripensando brevemente ai tempi della nostra storia ,sorseggio lentamente la cioccolata calda , poi siedo di nuovo per terra e stavolta riesco ad abbandonarmi ed immergermi quasi completamente alla meditazione per circa un' ora.
Poi faccio alcune telefonate a vari Clienti e fotografi per un servizio da farsi la settimana prossima e finalmente torno a casa.
Tre messaggi sulla segreteria .
Mentre premo il tasto di Play il cuore mi batte fortemente.
Il primo e' di Bernardo ,il mio Migliore Amico : Ciao . Dovrei parlarti ,chiamami appena puoi. -Sembra piuttosto serio.
Ascolto il secondo,una voce familiare e calda,con un marcato accento francese dice : "Hey ciao. Sono Chantal,ricordati di venire a prendermi domani alle 11:20 all'aereoporto.Non scordarti di me...ok?!
Il terzo e' di qualcuno che riattacca senza parlare.
I miei sono a cena fuori stasera.Mangio un po' di pasta da solo, faccio la doccia ...e mi sdraio sul letto leggendo un quotidiano.
O.K misteriosa ragazza .
Se hai bisogno di me io son qua' !

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